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Scienza, etica e medicina… in tempi di guerra

La risoluzione dei conflitti tra paesi con mezzi militari è direttamente contraria agli obiettivi della salute e delle scienze mediche, vale a dire, a beneficio dell’umanità, del promuovere la vita, alleviare la sofferenza e garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni persona e comunità. Scienziati, operatori sanitari ed esperti di etica devono continuare a sostenere i codici di condotta delle loro professioni e servire le loro comunità durante la guerra.

Un interessante articolo pubblicato sul British Journal of Medicine spiega perché il BMJ non boicotterà la scienza russa in questo momento. Durante la pandemia da SARS COV 2 scienziati, operatori sanitari ed esperti di etica dei paesi colpiti dall’attuale guerra hanno collaborato attraverso reti globali, sviluppando le proprie guide internazionali per una condotta di etica e di ricerca sui vaccini durante le fasi emergenziali a tutela della salute pubblica. Questa collaborazione è stata osservata anche nello sviluppo di farmaci, di protocolli di trattamento e ricerca di base. La collegialità di questi straordinari professionisti, il loro enorme rispetto reciproco e il profondo apprezzamento delle loro diverse culture e storie condivise hanno caratterizzato il loro impegno nella scienza e nella salute. Lo shock e sgomento per la sofferenza e la perdita di vite umane causate dall’ennesimo conflitto armato non supera l’angoscia e il dolore di vedere così tanto di ciò in cui questi professionisti hanno riversato il loro cuore, la loro anima e la loro vita professionale disfatti dalla guerra.

Questi scienziati, operatori sanitari ed esperti di etica non sono responsabili del conflitto.

Le loro vite sono state e continuano ad essere dedicate alla ricerca della pace attraverso la loro ricerca collettiva della verità, della promozione congiunta della salute e della loro incrollabile insistenza sui diritti e la dignità dei pazienti, delle comunità e delle popolazioni. Soffrono tanto quanto chi è indignato a distanza dal fallimento della politica e dal ricorso alla violenza armata.

Ora siamo messi alla prova nel nostro impegno per i diritti umani universali in tempi di conflitto e angoscia. È in gioco la dignità delle nostre professioni. Chiediamo protezione dei nostri colleghi e del loro lavoro di ricerca direttamente o indirettamente colpiti da questo conflitto militare e per impedire la sospensione del progresso in scienza, medicina ed etica.

Conflitti armati, pandemie, epidemie e disastri naturali sono emergenze di salute pubblica che richiedono solidarietà, protezione delle vittime e reiterazione dei principi della scienza e dell’etica nella salute e nella ricerca.

Articolo ripreso e tradotto da una lettera aperta pubblicata sul BMJ l’11 aprile 2022.

Raffaele Giusti

Fonti
Abbasi K. Russia’s war: Why the BMJ opposes an academic boycott. BMJ 2022;376:o613.
Crawley FP et al. Science, medicine, and ethics in times of war. BMJ 2022;377:o932.

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