La US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha confermato la sua raccomandazione per lo screening dell’osteoporosi nelle donne di oltre 65 anni, sottolineando il suo ruolo nel ridurre il rischio di fratture. Secondo la task force, esiste un moderato beneficio netto di questi screening nella popolazione, analogamente a quanto avviene per le donne in postmenopausa di età inferiore ai 65 anni che sono a maggior rischio di osteoporosi.
Il processo di screening prevede principalmente l’esame della densità minerale ossea (BMD) con l’assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA), con o senza valutazione del rischio di frattura. Questa linea guida aggiornata si allinea alle raccomandazioni dell’USPSTF del 2018, concentrandosi sugli adulti di età pari o superiore ai 40 anni che non hanno un’osteoporosi secondaria causata da condizioni mediche sottostanti.
L’osteoporosi è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una densità ossea dell’anca o della colonna lombare inferiore di 2,5 deviazioni standard rispetto alla BMD media delle donne bianche in postmenopausa. Gli adulti più anziani hanno un rischio significativamente più elevato di fratture rispetto agli individui più giovani con la stessa BMD, da cui la necessità uno screening mirato.
Per le donne sotto i 65 anni, l’USPSTF consiglia un approccio in due fasi. In primo luogo, i medici dovrebbero valutare i fattori di rischio come la storia familiare di fratture dell’anca, il basso peso corporeo, il fumo, lo stato di menopausa e l’uso di alcol. Se i fattori di rischio sono presenti, si raccomanda di utilizzare uno strumento di valutazione del rischio clinico per determinare se lo screening è necessario.
La DXA rimane il metodo più comunemente utilizzato per la misurazione della salute delle ossa e ha dimostrato di essere affidabile dal 60% al 75% della resistenza ossea, secondo i risultati presentati alla conferenza annuale 2023 della The Menopause Society.
L’USPSTF si è anche soffermata sulle opzioni di trattamento dell’osteoporosi approvate dalla FDA, tra cui farmaci come denosumab, romosozumab, bifosfonati ed estrogeni. Dalla task force arriva anche la raccomandazione a praticare esercizio fisico per ridurre il rischio di cadute negli anziani, non approva invece l’integrazione di vitamina D o calcio per le donne in postmenopausa perché le prove sono insufficienti.
Le raccomandazioni sono supportate da una revisione dei dati che valutano i benefici e i danni dello screening dell’osteoporosi. Tra le 13 coorti studiate, le misurazioni della densità ossea hanno dimostrato una moderata accuratezza nel predire il rischio di frattura, con aree sotto la curva (AUC) che vanno da 0,60 a 0,86.
Fonte
US Preventive Services Task Force. Screening for Osteoporosis to Prevent Fractures: US Preventive Services Task Force Recommendation Statement. JAMA. Published online January 14, 2025. doi:10.1001/jama.2024.27154