Uno studio danese pubblicato sul BMJ fornisce elementi importanti sulla sicurezza a lungo termine della terapia ormonale sostitutiva in menopausa. La ricerca, basata sui registri nazionali della Danimarca, ha seguito quasi un milione di donne tra il 2000 e il 2022 e non ha rilevato alcuna associazione significativa tra l’uso della TOS e l’aumento della mortalità per tutte le cause, incluse le patologie cardiovascolari e oncologiche. Il dato riveste una particolare importanza clinica nel superamento dei timori storici legati ai vecchi trial clinici, confermando che i regimi ormonali moderni non compromettono la sopravvivenza a lungo termine.
L’indagine evidenzia inoltre un beneficio marcato per le donne sottoposte a ooforectomia bilaterale precoce (45-54 anni): in questo sottogruppo, l’impiego della TOS è risultato associato a una riduzione della mortalità globale compresa tra il 27% e il 34%. Per i professionisti sanitari, questi risultati consolidano il profilo rischio-beneficio favorevole della terapia nelle pazienti sintomatiche e sottolineano l’efficacia del trattamento nel mitigare le sequele dell’ipogonadismo iatrogeno, supportando una personalizzazione del counseling terapeutico basata su dati di real-world evidence solidi e aggiornati.
Fonte
Mikkelsen AP et al. Menopausal hormone therapy and long term mortality: nationwide, register based cohort study. BMJ 2026;392:e085998.