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Smettere di fumare anche in tarda età rallenta il declino cognitivo

Un nuovo studio offre una motivazione fondamentale agli adulti di mezza età e anziani per smettere di fumare: i benefici per la salute cognitiva sono a lungo termine. La ricerca, pubblicata sulla rivista The Lancet Healthy Longevity, ha dimostrato che, per chi smette di fumare, il tasso di declino della memoria e della fluidità verbale rallenta in modo significativo, indipendentemente dall’età in cui avviene l’interruzione.

Il morbo di Alzheimer e le demenze correlate rappresentano un’emergenza sanitaria globale e sono attualmente l’ottava causa di morte nel mondo, con circa 56,9 milioni di persone che convivono con la demenza. E prevenzione si concentra sempre più sui fattori di rischio modificabili a partire dalla mezza età, tra cui il fumo di sigaretta. È noto che fumare è associato a un invecchiamento cognitivo accelerato, perché contribuisce alla neurodegenerazione attraverso lo stress ossidativo, l’infiammazione e l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

Fino ad oggi, però, non era chiaro se i miglioramenti a breve termine nelle prestazioni cognitive osservati dopo aver smesso di fumare fossero transitori o se si traducessero in un rallentamento delle traiettorie cognitive nel lungo periodo, specialmente per coloro che smettono in età avanzata, quando i danni hanno già cominciato ad accumularsi.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno condotto uno studio longitudinale analizzando dati cognitivi raccolti in 18 anni (dal 2002 al 2020) da tre ampie coorti rappresentative di 12 paesi. Lo studio ha incluso 9.436 partecipanti di età compresa tra 40 e 89 anni, suddivisi in due gruppi equivalenti: un gruppo di fumatori che ha smesso e un gruppo di fumatori che ha continuato.

I risultati sono stati piuttosto eloquenti. Nei sei anni precedenti alla cessazione, i due gruppi mostravano un declino di memoria e fluidità verbale con tassi simili. Al contrario, nei sei anni successivi al momento in cui un gruppo ha smesso di fumare, i fumatori che hanno smesso hanno registrato un declino cognitivo significativamente più lento rispetto ai fumatori che hanno continuato.

Questa scoperta è particolarmente rilevante per le iniziative di sanità pubblica. Gli adulti più anziani, che subiscono le conseguenze più gravi del fumo, sono anche il gruppo meno propenso a tentare di smettere rispetto ai più giovani. Secondo gli autori, il fatto che smettere di fumare, anche a un’età più avanzata, possa portare a traiettorie cognitive più favorevoli nel lungo termine, fornisce una “motivazione aggiuntiva” e convincente per gli anziani a tentare di abbandonare le sigarette, offrendo una strategia potenziale per mitigare il rischio di demenza.

Fonte
Bloomberg M et al. Cognitive decline before and after mid-to-late-life smoking cessation: a longitudinal analysis of prospective cohort studies from 12 countries. The Lancet Healthy Longevity;6(9):100753

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