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Sospensione dell’ossitocina in travaglio attivo: una revisione

La valutazione dell’impatto clinico legato alla sospensione o al proseguimento dell’ossitocina endovenosa nella fase attiva del travaglio è al centro di una revisione sistematica Cochrane appena pubblicata. Il quesito risponde a un’esigenza cruciale nella pratica ostetrica: l’ossitocina sintetica viene somministrata a circa un quarto delle gestanti a termine per indurre o stimolare il travaglio, ma la prassi convenzionale di mantenerne l’infusione fino al parto espone a un maggior rischio di iperstimolazione uterina, distress fetale ed esiti avversi. Al raggiungimento della fase attiva (definita da una dilatazione cervicale pari o superiore a 4 cm), l’avvio della secrezione endogena rende clinicamente plausibile l’interruzione della stimolazione esogena per prevenire tali complicanze senza ostacolare la progressione del parto.

Analizzando 9 trial clinici randomizzati per un totale di 4.814 donne con gravidanza singola a termine, la revisione dimostra che la sospensione dell’ossitocina non modifica in modo significativo il rischio di taglio cesareo rispetto alla continuazione del farmaco (RR 0,98; IC 95% 0,85-1,13; evidenza di bassa certezza). Analogamente, non si registrano differenze rilevanti nella frequenza di parti operativi vaginali (RR 1,05; IC 95% 0,90-1,21; evidenza di alta certezza). Per la salute materna, l’interruzione comporta una riduzione significativa dell’iperstimolazione uterina (RR 0,65; IC 95% 0,55-0,77; evidenza di bassa certezza), a fronte di un modesto allungamento della fase attiva del travaglio pari in media a circa 35 minuti (differenza media 34,72 minuti; IC 95% 26,34-43,11; certezza molto bassa).

Sul versante dei risultati neonatali, la sospensione conferma un profilo di elevata sicurezza. Non si evidenziano variazioni sostanziali nel tasso di ricovero in terapia intensiva o patologia neonatale (RR 0,98; IC 95% 0,76-1,27; alta certezza), nelle diagnosi di acidosi severa al cordone ombelicale con pH inferiore a 7,10 (RR 1,01; IC 95% 0,75-1,35; alta certezza) e nei punteggi Apgar a 5 minuti inferiori a 7 (RR 0,92; IC 95% 0,40-2,11; moderata certezza).

Dal punto di vista epidemiologico e metodologico, la certezza delle evidenze oscilla da alta a molto bassa in ragione del rischio di bias legato agli studi open-label, delle eterogeneità nelle definizioni cliniche adottate e dell’imprecisione di alcune stime. Gli autori rilevano inoltre la presenza di 10 studi attualmente in attesa di classificazione che potrebbero affinare il quadro in futuro. In sintesi, la sospensione dell’ossitocina in fase attiva emerge come un’opzione clinica sicura, in grado di limitare l’esposizione ai farmaci e di ridurre le complicanze contrattili, a patto che sia garantito un  monitoraggio cardiotocografico attento e continuativo del benessere fetale e della dinamica uterina.

Bibliografia
Boie S et al. Continuation versus discontinuation of intravenous oxytocin in the active phase of labour. Cochrane Database Syst Rev 2026;8(8):CD015995.

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