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Statine e colesterolo: il successo non è assicurato

Pubblicato giovedì 2 Maggio 2019

Da uno studio appena pubblicato sulla rivista Heart emerge che più della metà dei pazienti che inizia la terapia con statine non raggiunge una riduzione ottimale del colesterolo entro 2 anni.

Per valutare la risposta del colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C) dopo l’inizio del trattamento con le statine e il futuro rischio di malattie cardiovascolari, è stato condotto uno studio di coorte prospettico selezionando 165.411 pazienti dai sistemi informativi dell’assistenza primaria britannica non ancora trattati per malattie cardiache o ictus all’inizio della terapia con le statine. A tutti i soggetti era stato misurato il tasso di colesterolo almeno una volta nell’anno precedente e almeno una volta entro 2 anni dall’inizio delle statine. I dati diagnostici e prescrittivi sono stati collegati agli episodi di trattamento ospedaliero (dati HES) e alle statistiche sulle cause di decesso (dati ONS).

Nel Regno Unito, le attuali linee guida nazionali (NICE) classificano come risposta “subottimale” ogni riduzione del basale LDL-C inferiore al 40% dopo due anni di trattamento con statine. Dei 165.411 pazienti, poco più della metà (51,2%) ha avuto quel tipo di risposta subottimale.

Nel complesso, nel periodo di monitoraggio medio di 6 anni, ci sono stati 22.798 eventi cardiovascolari, 12.142 dei quali in quelli che non hanno raggiunto un livello di colesterolo ottimale e 10.656 in quelli in cui il LDL-C è diminuito del 40% o più.

Dopo aver aggiustato i risultati per fattori potenzialmente rilevanti come l’età, è stato calcolato che i pazienti che non hanno raggiunto una riduzione del 40% dopo 2 anni avevano un rischio aumentato del 22% (HR 1,22, IC 95% 1,19-1,25) di sviluppare una malattia cardiovascolare rispetto ai “responder ottimali”.

In effetti, come rilevano i ricercatori, sia la variabilità biologica e genetica individuale sia il grado di aderenza possono spiegare alcune delle variazioni osservate nella risposta dell’LDL-C alla terapia con statine. Tuttavia, a oggi, non esiste una strategia di gestione nella pratica clinica che tenga conto delle variazioni nella risposta LDL-C, e non ci sono linee guida per lo screening predittivo prima dell’inizio della terapia con statine.

I risultati dello studio britannico confermano sostanzialmente quelli degli studi precedenti e sottolineano la necessità di una medicina personalizzata per combattere il colesterolo alto riducendo i rischi significativamente aumentati di cardiopatie e ictus, tra le principali cause di morte in tutto il mondo.

Fonte
Akyea RK et al. Sub-optimal cholesterol response to initiation of statins and future risk of cardiovascular disease. Heart Published Online First: 15 April 2019. doi: 10.1136/heartjnl-2018-314253

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