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Stile di vita al top: un alleato contro il diabete di tipo 2

Pubblicato mercoledì 13 Settembre 2017

In che misura un intervento intensivo sullo stile di vita può contribuire a gestire il diabete di tipo 2? In che misura può ridurre il bisogno di assumere antiglicemici?

Uno studio danese in doppio cieco ha arruolato 98 soggetti con diabete non insulino-dipendente da meno di dieci anni che assumevano uno o due farmaci antiglicemici con livelli di emoglobina glicata (HbA1c)  inferiori al 9%. Età media 54.6 anni [SD, 8.9]; donne, 47 [48%]; valore medio di HbA1c, 6.7%. Erano esclusi i soggetti che avevano una o più delle seguenti complicazioni: retinopatia diabetica, macroalbuminuria, nefropatia.

Assistenza standard (gruppo standard). 34 partecipanti sono stati randomizzati a ricevere l’assistenza standard, che consisteva nel colloquio medico, informazioni sul diabete, consigli sullo stile di vita, all’inizio e ogni 3 mesi nell’arco di 1 anno. Il target glicemico era valori di HbA1c del 6.5%. Una volta raggiunto questo target, la dose dell’antiglicemico veniva dimezzata. Se il livello di HbA1c rimaneva poi invariato o si abbassava ulteriormente, l’antiglicemico veniva sospeso. Hanno completato lo studio 31 pazienti.

Assistenza standard + interventi sullo stile di vita (gruppo stile di vita). 64 partecipanti sono stati randomizzati a ricevere, oltre all’assistenza standard, un intervento che consisteva in 5-6 sedute settimanali di 30-60 minuti di attività fisica aerobica. Di queste, 2 o 3 sedute erano integrate con un allenamento specifico anaerobico (resistance training). Nei primi 4 mesi tutte le sedute di attività fisica erano sottoposte a supervisione, con una diminuzione progressiva della supervisione nell’arco dei 12 mesi. Il programma era integrato da una dieta (45%-60% carboidrati, 15%-20% proteine, 20-35% grassi, con una quota inferiore al 7% di grassi saturi), il cui obiettivo era raggiungere un indice di massa corporea uguale o inferiore a 25. Hanno completato lo studio 62 pazienti.

Risultati
A 12 mesi

  • il livello medio di HbA1c era passato da 6.65% a 6.34% nel gruppo stile di vita e da 6.74% a 6.66% nel gruppo standard.
  • 47 (73.5%) partecipanti del gruppo stile di vita hanno potuto ridurre l’uso di antiglicemici contro 9 (26.4%) del gruppo standard.

 A un’analisi post hoc è risultato che il 56.3% dei partecipanti del gruppo stile di vita aveva sospeso gli antiglicemici e il 10.9% ne aveva aumentato l’uso; per contro, nel gruppo standard, il 14.7% aveva sospeso l’assunzione di antiglicemici e il 44.1% ne aveva aumentato l’uso.

Tutti i partecipanti che hanno completato il trial avevano un buon controllo glicemico all’inizio dello studio e lo hanno mantenuto. Tuttavia, sintetizzando, quasi i tre quarti dei soggetti arruolati nel gruppo nel quale si è intervenuti in modo incisivo sullo stile di vita ha potuto sospendere almeno un farmaco, contro un quarto di quelli sottoposti a terapia standard.

Fonti
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Ried-Larsen M et al. Head-to-head comparison of intensive lifestyle intervention (U-TURN) versus conventional multifactorial care in patients with type 2 diabetes: protocol and rationale for an assessor-blinded, parallel group and randomised trial. BMJ Open 2015;5(12):e009764.

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