Un nuovo studio pubblicato su The Lancet Public Health suggerisce che una strategia di generazione senza tabacco potrebbe prevenire più di 1,1 milioni di morti per cancro ai polmoni in 185 paesi entro la fine del 21° secolo. La ricerca, condotta da un team dell’Universidade de Santiago de Compostela, in Spagna, ha cercato di prevedere l’impatto potenziale di una politica che proibisca la vendita di tabacco agli individui nati tra il 1° gennaio 2006 e il 31 dicembre 2010. I risultati rivelano che questo approccio, se applicato a livello globale, potrebbe ridurre la mortalità per cancro ai polmoni del 40,2% per la coorte di nascita interessata entro il 2095.
Lo studio, che ha utilizzato i dati di mortalità per cancro ai polmoni relativi del database di mortalità dell’OMS, ha previsto che in questa coorte si sarebbero verificati 2,95 milioni di decessi per cancro ai polmoni se le attuali tendenze del fumo fossero rimaste invariate. Ma realizzare l’obiettivo di una generazione libera dal tabacco sarebbe in grado di prevenire oltre 1,18 milioni di questi decessi. L’impatto previsto è stato notevolmente maggiore tra gli uomini, con il 45,8% dei decessi per cancro ai polmoni evitabili rispetto al 30,9% delle donne, per i tassi di fumo storicamente più elevati tra gli uomini.
A livello regionale l’Europa beneficerebbe maggiormente di questo intervento, con l’Europa centro-orientale che mostra la più alta percentuale di decessi prevenibili nei maschi (74,3%), mentre l’Europa occidentale è in testa per le femmine (77,7%). Al contrario, l’impatto potenziale in Africa è risultato nettamente inferiore. Solo il 2,1% dei decessi per tumore al polmone negli uomini e lo 0,9% nelle donne sono stati considerati prevenibili. Un dato che riflette i tassi di fumo più bassi in molti Paesi africani rispetto alle regioni più sviluppate del mondo.
Lo studio ha anche messo in evidenza le disparità nell’impatto previsto in base al livello di reddito di un Paese. Mentre i Paesi ad alto reddito eviterebbero la maggior percentuale di decessi per cancro ai polmoni (61,1%), il maggior numero di decessi evitabili si verificherebbe nei Paesi a basso e medio reddito, che rappresentano il 43,9% del totale. Questo risultato è attribuito alle popolazioni giovanili più numerose in queste regioni, fasci in cui la prevalenza del fumo resta ancora elevata. Il che significa che questi Paesi potrebbero trarre significativi benefici per la salute pubblica dalla strategia della generazione senza tabacco.
Dallo studio arriva anche l’appello a integrare questo intervento generazionale con altre misure di controllo del fumo, come l’aumento della tassazione, politiche antifumo e un maggiore sostegno ai programmi di disassuefazione dal fumo. L’idea è che fondamentale affrontare anche le esigenze degli attuali fumatori per ridurre la mortalità per cancro al polmone nel breve termine.
Nonostante i risultati promettenti, lo studio ha comunque alcune limitazioni, in particolare la mancanza di dati completi provenienti dai Paesi a basso reddito e le incertezze relative alle previsioni di cancro al polmone a lungo termine oltre il 2044. E inoltre non ha tenuto conto dei nuovi prodotti del tabacco, come le sigarette elettroniche, il cui impatto a lungo termine sulla mortalità per cancro ai polmoni rimane ancora poco chiaro.
Fonte
Rey Brandariz J et al. Estimated impact of a tobacco-elimination strategy on lung-cancer mortality in 185 countries: a population-based birth-cohort simulation study. The Lancet Public Health, Volume 9, Issue 10, e745-e754.