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Tumore del pancreas: lo screening ancora non funziona

Pubblicato venerdì 8 Febbraio 2019

Il tumore del pancreas, anche se poco comune, è la terza causa di morte per cancro negli Stati Uniti, con un tasso di sopravvivenza complessiva a 5 anni dell’8,5%. L’intervento che con più probabilità sarebbe in grado di migliorare la sopravvivenza è la chirurgia, ma solo per i pazienti con malattia allo stadio iniziale in cui tumore è suscettibile di resezione chirurgica. Anche in questo caso, la sopravvivenza mediana in stadio I è soltanto di 36 mesi. A oggi la maggior parte dei casi di cancro al pancreas viene rilevata in uno stadio avanzato in cui la resezione chirurgica non è probabilmente vantaggiosa, quindi c’è un interesse crescente rispetto ai metodi di diagnosi precoce.

In una revisione delle prove disponibili e delle raccomandazioni sullo screening del cancro del pancreas, la Task Force US Preventive Services ha formulato una raccomandazione di grado D allo screening del cancro del pancreas. In altre parole, per gli adulti che non sono ad alto rischio per la malattia e non mostrano alcun segno o sintomo, la Task Force raccomanda di non sottoporsi a screening. Si tratta di un aggiornamento della raccomandazione finale del 2004 sullo stesso argomento ed è coerente con la precedente.

“Anche se il cancro del pancreas è raro, siamo di fronte a una malattia devastante con bassi tassi di sopravvivenza. Purtroppo, al momento non abbiamo un test efficace per lo screening del cancro del pancreas”, ha osservato Chyke Doubeni (University of Pennsylvania School of Medicine, Philadelphia), uno dei membri della Task Force.

Lo screening per il cancro del pancreas nella popolazione generale non è raccomandato da nessuna organizzazione medica importante. L’American College of Gastroenterology raccomanda condizionatamente la sorveglianza soltanto per determinati soggetti ad alto rischio e suggerisce che la venga eseguita in centri esperti, idealmente in condizioni di ricerca.

La revisione
Nella revisione – che ha incluso 13 studi prospettici sullo screening del carcinoma pancreatico per un totale di 1317 soggetti adulti, con o senza fattori di rischio per la malattia – la Task Force non ha trovato alcuna prova a favore dell’efficacia dei test di screening per il cancro del pancreas basati sulle immagini (tra cui TCD, risonanza magnetica ed ecografia endoscopica).

Inoltre non sono state trovate prove del fatto che lo screening o il trattamento del cancro pancreatico rilevato “a schermo” migliori gli esiti correlati, incluse la morbilità specifica della malattia, la mortalità specifica per malattia o la mortalità per tutte le cause.

Danni vs. benefici
Alcuni test di screening per tumore del pancreas sono invasivi e possono portare a falsi positivi, a reazioni avverse all’anestesia e a complicanze come la pancreatite. Rispetto al bilancio costi/benefici la Task Force ha ribadito la conclusione del 2004, ovvero che i potenziali benefici dello screening negli adulti asintomatici a rischio normale non superano i danni potenziali.

C’è ancora da fare
In definitiva, per un tumore che rappresenta ancora oggi per letalità, difficoltà di diagnosi e relativa rarità un vero spauracchio per l’oncologia, sarebbe preziosissimo uno strumento in grado di anticipare la diagnosi.  Purtroppo gli strumenti di screening attuali sono ben lontani dal risultare efficaci, ed è necessario continuare nella ricerca.

Fonte
U.S. Preventive Services Task Force. Draft Recommendation Statement. Pancreatic Cancer: Screening.

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