Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) ha rilasciato il nuovo aggiornamento delle linee guida per la diagnosi e la gestione del carcinoma a cellule renali (RCC) negli adulti. Il documento rappresenta un passaggio decisivo per uniformare il trattamento di una patologia che richiede un approccio sempre più multidisciplinare e centrato sul paziente.
Il tumore del rene è una patologia complessa che varia significativamente da paziente a paziente. Le nuove linee guida pongono l’accento sulla necessità di coinvolgere attivamente i pazienti nel processo decisionale (shared decision making). Viene introdotta la figura dell’infermiere clinico specialista (Clinical Nurse Specialist) come figura di riferimento (“key worker”) che deve supportare il paziente lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alle cure palliative.
Le linee guida 2026 introducono anche cambiamenti significativi che tendono a ridurre la variabilità delle cure nel Regno Unito e a ottimizzare l’uso delle risorse chirurgiche:
- Standardizzazione della biopsia: in passato la biopsia renale era usata in modo molto variabile e spesso sottoutilizzata. Le nuove raccomandazioni spingono per l’offerta sistematica della biopsia in presenza di lesioni solide uguali o inferiori a 4 cm, con l’obiettivo di evitare interventi chirurgici invasivi (come la nefrectomia) se la lesione risulta benigna.
- Strumenti di predizione del rischio avanzati: mentre in passato si utilizzavano modelli più generici, il NICE ora raccomanda l’uso di strumenti specifici per sottotipo. In particolare, viene introdotto l’uso del modello VENUSS per calcolare il rischio di recidiva nel carcinoma papillare, uno strumento ritenuto superiore ai modelli precedenti per questo specifico sottotipo.
- Protocolli di sorveglianza attiva: le linee guida definiscono per la prima volta criteri chiari per interrompere la sorveglianza attiva in caso di oncocitomi o cisti di Bosniak 2F stabili. Dopo 5 anni di stabilità senza crescita significativa (meno di 5 mm all’anno), i pazienti possono essere dimessi dal follow-up oncologico, riducendo l’ansia del monitoraggio a vita quando non necessario.
- Gestione delle sindromi ereditarie: viene fornita una guida dettagliata per chi soffre di sindromi ereditarie (come la VHL o la Birt-Hogg-Dubé), distinguendo tra sindromi a comportamento aggressivo e non. Per queste ultime si raccomanda di intervenire solo quando la lesione raggiunge i 3 cm, privilegiando sempre tecniche di risparmio del tessuto renale.
Fonte
NICE. Kidney cancer: diagnosis and management. NICE guideline. Reference number:NG256. Published: 19 March 2026