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Un algoritmo per le donne in gravidanza ai tempi del Covid-19

Pubblicato mercoledì 18 Marzo 2020

Sull’ultimo numero di Lancet alcuni ricercatori dell’Unità Materno-fetale ed Ostetricia dell’Ospedale Universitario di Losanna, hanno proposto delle linee guida per la gestione delle donne in gravidanza con sospetta infezione al SARS-Cov-2.

In questa fase d’incertezza e in assenza di prove scientifiche riguardo agli esiti avversi specifici per questo virus, le raccomandazioni proposte dai ricercatori sono basate sui risultati degli studi effettuati sulle donne in gravidanza colpite da sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e da sindrome respiratoria mediorientale (MERS), coronavirus che causano esiti avversi gravi, come l’interruzione o il parto prematuro, nonché la morte della madre in casi estremi.

Le donne in gravidanza che hanno viaggiato in un paese colpito da SARS-CoV-2 nei 14 giorni precedenti o che hanno avuto uno stretto contatto con una persona con infezione confermata SARS-CoV-2, dovrebbero sottoporsi ad un tampone naso-faringeo, anche se asintomatiche.

Nel caso di infezione da SARS-CoV-2 confermata in laboratorio, anche se asintomatica, la donna in gravidanza dovrebbe rimanere in regime di isolamento nella propria abitazione per almeno 14 giorni e sottoporsi ad un monitoraggio ecografico, per la valutazione della crescita fetale, e ultrasonografia Doppler, a causa del potenziale rischio di diminuzione della crescita intrauterina del feto.

Le donne in gravidanza con confermata infezione da SARS-CoV-2 devono essere assistite in regime di isolamento. Per la diagnosi della condizione l’imaging del torace, preferibilmente mediante la TAC, è raccomandato per tutte le donne in gravidanza con infezione da SARS–CoV 2. In caso di sospetta sepsi è necessario il trasferimento ad un’unità di terapia intensiva.

Per le donne in gravidanza con confermata infezione, la scelta di effettuare il parto preventivo deve essere oggetto di valutazione, a seconda dell’età gestazionale e delle condizioni materne e fetali.

Quando possibile dovrebbe essere favorito il parto vaginale tramite induzione del travaglio, con eventuale parto assistito o strumentale, per evitare inutili complicazioni chirurgiche. Lo shock settico, l’insufficienza acuta respiratoria o il disagio fetale dovrebbero indurre la scelta del parto cesareo di emergenza (o la cessazione della gravidanza, se nei tempi previsti dalla legge).

I neonati di madri positive per SARS-CoV-2 devono essere isolati per almeno 14 giorni, periodo durante il quale non è raccomandato l’allattamento al seno.

Fonte
Favre G, Pomar L, Qi X, Nielsen-Saines K, Musso D, Baud D. Guidelines for pregnant women with suspected SARS-CoV-2 infection. Lancet Infect Dis 2020; published online March 3. http://dx.doi.org/10.1016/S1473-3099(20)30157-2.

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