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Un nuovo approccio per ridurre gli antibiotici nelle infezioni delle vie urinarie

Secondo un nuovo studio che promette di cambiare il panorama della terapia delle infezioni delle vie urinarie, una strategia multimodale sarebbe in grado di ridurre la prescrizione di antibiotici di seconda linea per le donne con infezioni del tratto urinario.

Anche se le linee guida consigliano la gestione dei sintomi e il rinvio della prescrizione di antibiotici per le persone con sintomi di IVU da lievi a moderati, lo standard of care nelle cure primarie spesso incoraggia invece l’uso precoce degli antibiotici. La ricerca pubblicata sul BMJ sfida questo modello, mettendo l’accento in particolare proprio sulle raccomandazioni, sui dati regionali di resistenza ai farmaci e sul feedback trimestrale.

Nello studio randomizzato e controllato sono stati coinvolti medici di base di 128 studi medici (dati raccolti tra l’1 aprile 2021 e il 31 marzo 2022 in Germania, dove i tassi di prescrizione annuale di fluorochinoloni variano dal 38% al 54%). Gli studi medici sono stati assegnati in modo casuale in blocchi di quattro al gruppo di intervento o al gruppo di controllo. L’intervento comprendeva raccomandazioni basate su linee guida sulla gestione delle infezioni delle vie urinarie per medici e pazienti, fornitura di dati regionali sulla resistenza e informazioni sulle percentuali di prescrizione individuali di antibiotici di prima e seconda linea, benchmarking regionale e sovraregionale e consulenza telefonica per quesiti medici. Il feedback è stato offerto trimestralmente. L’outcome primario era rappresentato dalla proporzione di antibiotici di seconda linea (tutti gli antibiotici tranne trimetoprim, pivmecillinam, nitrofurantoina, fosfomicina o nitroxolina) prescritti per le infezioni del tratto urinario dopo un anno.

Sono state incluse 110 pratiche con 10.323 casi. A 12 mesi, la proporzione media di antibiotici di seconda linea prescritti era 0,19 (SD 0,20) nel gruppo di intervento rispetto a 0,35 (SD 0,25) nel gruppo di controllo (differenza media, -0,13 [IC 95%, da -0,21 a – 0,06]; P <0,001). Si è verificata anche una diminuzione di tutte le prescrizioni di antibiotici per le infezioni delle vie urinarie nell’arco di 12 mesi, pari a 0,74 (SD 0,22) nel gruppo di intervento rispetto a 0,80 (SD 0,15) nel gruppo di controllo (differenza media, -0,08 [IC al 95%, -0,15 a -0,02]; P <0,029). I tassi di complicanze entro 14 giorni dalla diagnosi (per esempio ricovero ospedaliero, febbre, pielonefrite, dolore al fianco o urosepsi) non differivano tra i gruppi. I tassi di UTI ricorrenti infine erano inferiori nel gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo (12% contro 17%, rispettivamente).

Lo studio non è stato condotto in cieco e, tra le altre limitazioni, non è stato possibile identificare prescrizioni ritardate di antibiotici, ma si tratta di limiti che non cambiano la sostanza dei risultati. “L’intervento multimodale che comprende la fornitura di raccomandazioni dalle linee guida, informazioni sui dati sulla resistenza regionale e feedback personalizzato sulle percentuali di prescrizione di antibiotici, ha aumentato l’aderenza alle linee guida [da parte dei medici di base] e ridotto la prescrizione di antibiotici nelle donne con UTI non complicate negli ambulatori generali tedeschi”, concludono gli autori. “Se implementati su scala più ampia, i nostri risultati avranno probabilmente un impatto positivo e sostenibile sui programmi di gestione degli antibiotici per le infezioni delle vie urinarie non complicate nelle cure primarie”.

Nell’editoriale di accompagnamento si chiede una maggiore cooperazione tra i servizi di microbiologia e i medici di base, nonché ulteriori sforzi per migliorare la prescrizione di antibiotici e combattere la resistenza su scala più ampia, con strumenti come i rapporti annuali sui tassi di resistenza clinicamente rilevanti, l’uso di test rapidi al point of care, e la disponibilità di un set di base di antibiotici a spettro ristretto. “La promozione di tutte le misure possibili per controllare la resistenza antimicrobica è una responsabilità collettiva e un’urgente priorità di salute pubblica a livello globale”.

Fonte
Schmiemann G et al. Effects of a multimodal intervention in primary care to reduce second line antibiotic prescriptions for urinary tract infections in women: parallel, cluster randomised, controlled trial. BMJ 2023;383:e076305.

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