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UpToDate: la testimonianza di un medico

Pubblicato venerdì 12 Febbraio 2016

Diagnosi e trattamento di un caso di sclerodermia con l’aiuto di UpToDate.

UpToDate è strumento di supporto alle decisioni cliniche “Evidence Based”, utilizzato per trovare risposte a quesiti clinici… Ma, in pratica, a cosa serve? Come si usa?

Ce lo racconta, per esempio, Guido Bonoldi, alla guida del reparto di Medicina II dell’Ospedale di Busto Arsizio, che ha avuto modo di utilizzare UpToDate durante la visita di una paziente presso il suo Ambulatorio di Medicina Interna.

Il caso clinico

“La paziente, di circa ottant’anni, mi era stata inviata in ambulatorio dal medico curante per delle alterazioni a livello della cute di non univoca interpretazione. (Il medico curante non aveva mai visto un caso del genere e aveva deciso di consultare un internista),” racconta Bonoldi. “La paziente aveva in anamnesi un’isterectomia e un intervento per prolasso vaginale, un infarto miocardico nel 2007 trattato con angioplastica più impianto di stent sull’arteria discendente anteriore, poi seguito da intervento di by-pass aorto-coronarico, una flebite nel febbraio dello stesso anno trattata con EBPM, e un ulteriore episodio di flebite a risoluzione spontanea in seguito. Da qualche mese lamentava la comparsa di bruciore e prurito soprattutto al tronco, in primo tempo localizzato in regione inguinale e poi estesosi al resto del tronco. Nelle stesse zone si evidenziava anche un’iperpigmentazione cutanea. Aveva già eseguito degli esami ematici che non segnalavano nulla di particolare tranne un’ipergammaglobulinimia. Il medico curante l’aveva inviata con una diagnosi di flebiti migranti e sospetta sindrome paraneoplastica. All’esame obiettivo la paziente presentava una sclerosi cutanea al tronco a due fasce: una fascia a livello sotto mammario, e una fascia a livello dell’addome basso-inguine. Oltre ad una sclerosi si evidenziava anche un’iperpigmentazione cutanea. Per il resto, all’esame obiettivo la paziente non mostrava altre anormalità. Per prima cosa, ho eseguito un’ecografia addominale, che ha escluso reperti suggestivi per processi produttivi a livello degli organi esaminati.”

La diagnosi

Esami ematici, esame obiettivo ed ecografia non erano stati dunque sufficienti per formulare una diagnosi, ed è qui che entra in gioco UpToDate: “Durante la redazione del referto”, ricorda Bonoldi, “ho eseguito una ricerca in UpToDate del termine ‘sclerodermia’ in italiano e consultato il topic ‘Overview and classification of scleroderma disorders’“.

Tra le figure Bonoldi ha trovato un’immagine dal titolo “Generalized morphea on the trunk” che corrispondeva perfettamente all’aspetto della paziente. “Si trattava di una morfea generalizzata del tronco, ovvero una delle varie manifestazioni della sclerodermia della cute, che differisce dalla sclerosi sistemica in quanto quest’ultima è una malattia con manifestazioni cutanee che può coinvolgere diversi organi.”

Bonoldi può finalmente completare il referto con una valutazione conclusiva: “Sospetta sclerodermia tipo morfea generalizzata del tronco”, e prescrivere ulteriori esami (radiografia del torace, esami ematici) per escludere un eventuale coinvolgimento sistemico.

La terapia

Gli esami prescritti non hanno evidenziato alcun coinvolgimento sistemico, confermando la diagnosi. Si può dunque passare al trattamento della paziente. Di nuovo, un’indicazione da UpToDate: tra i risultati della ricerca iniziale con il termine “sclerodermia”, c’era infatti anche il topic “Treatment of morphea (localized scleroderma) in adults” con un algoritmo molto utile, “Treatment algorithm for morphea”, nel quale è riportata la fototerapia come prima scelta di trattamento. “Ho quindi inviato la paziente ad un collega per una valutazione dermatologica,”spiega Bonoldi, “che ha confermato l’indicazione per una fototerapia associata, in questo caso, ad una terapia steroidea a basso dosaggio.”

“UpToDate dà ai medici la possibilità di esercitare la professione potendo contare sull’esperienza e le competenze di oltre 6.000 specialisti, che lavorano per noi con l’obiettivo di fornirci l’informazione giusta al momento giusto. Questo permette di rafforzare la nostra possibilità di intervento clinico appropriato. Se UpToDate non esistesse, bisognerebbe inventarla.”, conclude Bonoldi.

Fonte: Un caso di sclerodermia tipo morfea generalizzata (PDF 614 KB)
Leggi anche: Come usare UpToDate?

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