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Vaccino HPV: ancora conferme positive

Pubblicato giovedì 8 Ottobre 2020

La vaccinazione quadrivalente HPV ha ridotto sostanzialmente il rischio di cancro cervicale invasivo tra le ragazze e le donne svedesi di età compresa tra 10 e 30 anni, secondo i risultati di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.

L’altro dato rilevante emerso dalla ricerca è che alla giovane età al momento della vaccinazione è stata associata una maggiore riduzione del rischio: l’88% in meno nelle donne che erano state vaccinate prima dei 17 anni rispetto alle non vaccinate.

In Svezia è stato avviato un programma di vaccinazione per le ragazze di età compresa tra 13 e 17 anni nel 2007 e nel 2012 è stato aggiunto anche un programma “di recupero” per quelle tra i 13 e i 18 anni, nonché un programma scolastico per la popolazione tra i 10 e i 12 anni. In questo momento le donne svedesi tra i 23 e i 64 anni sono invitate dal servizio sanitario a partecipare a un programma nazionale di screening per il cancro cervicale i cui dati hanno rappresentato la base principale per l’analisi dello studio.

Già un certo numero di studi precedenti aveva dimostrato l’efficacia del vaccino quadrivalente HPV (che copre i tipi 6, 11, 16 e 18) nella prevenzione delle lesioni cervicali di alto grado. Mancavano però dati sulla relazione tra vaccinazione e il rischio successivo di cancro cervicale invasivo.

Lei e colleghi hanno valutato questa associazione utilizzando i dati dei registri demografici e sanitari svedesi relativi a 1.672.983 donne (periodo 2006-2017), durante il quale quasi un terzo del campione (527.871) ha ricevuto almeno una dose del vaccino HPV quadrivalente, la maggior parte prima dei 17 anni (83,2%).

In totale è stato diagnosticato un cancro cervicale a 19 donne che avevano ricevuto il vaccino HPV quadrivalente, rispetto alle 538 donne che non avevano ricevuto alcun vaccino, per un’incidenza cumulativa entro i 30 anni di 47 casi per 100.000 rispetto a 94 casi per 100.000.

Nelle donne vaccinate più tardi, tra i 17 e i 30 anni, l’incidenza cumulativa all’età di 30 anni è stata di 54 casi per 100.000 persone, mentre in quelle vaccinate prima dei 17 anni il dato era 4 casi su 100.000 all’età di 28 anni.

Dopo l’aggiustamento per età al follow-up il confronto tra i gruppi vaccinati e non vaccinati ha rivelato un rapporto del tasso di incidenza (IRR) di 0,51 (IC 95%, 0,32-0,82). Prendendo in considerazione anche gli altri aggiustamenti (per anno solare, caratteristiche residenziali e genitoriali), l’IRR è arrivato a 0,37 (CI 95%, 0,21-0,57).

Dalla stratificazione in base all’età è derivato un IRR aggiustato per il cancro cervicale di 0,12 (CI 95%, 0-0,34) tra le ragazze vaccinate prima dei 17 anni, 0,47 (CI 95%, 0,27-0,75) tra le donne vaccinate di età compresa 17 e 30 anni, 0,36 (CI 95%, 0,18-0,61) tra quelle vaccinate prima dei 20 anni e 0,38 (CI 95%, 0,12-0,72) tra le vaccinate tra i 20 e i 30 anni.

Nell’analisi di sensibilità gli autori dello studio non avevano riscontrato differenze significative nelle riduzioni del rischio associate alla vaccinazione HPV tra le coorti di nascita ma, utilizzando un periodo di buffer di 5 anni, hanno scoperto poi che il rischio di cancro cervicale tra le donne che ricevevano la vaccinazione HPV era costantemente inferiore rispetto a quelle non vaccinate.

“Le ragazze vaccinate in giovane età sembrano essere più protette, probabilmente perché hanno meno probabilità di essere state esposte all’infezione da HPV dato che il vaccino non ha alcun effetto terapeutico contro una condizione preesistente”, spiegano gli autori. “I nostri dati supportano fortemente la continuazione delle vaccinazioni HPV di bambini e adolescenti attraverso i programmi di vaccinazione nazionali”.

Fonte
Jiayao Lei et al. HPV vaccination and the risk of invasive cervical cancer. N Engl J Med 2020; 383:1340-8.

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