In uno studio osservazionale di coorte pubblicato su The Lancet, un team internazionale di ricercatori ha quantificato il potenziale impatto epidemiologico di piccoli incrementi dell’attività fisica sulla mortalità per tutte le cause. L’analisi, condotta su oltre 135.000 adulti (età media 64 anni) provenienti da sette diverse coorti in Europa e Nord America, sottolinea come interventi minimi a livello di popolazione potrebbero tradursi in una riduzione significativa del carico di mortalità, sfidando un po’ l’idea che siano necessari cambiamenti radicali dello stile di vita per ottenere benefici clinici rilevanti.
A differenza di molti studi precedenti basati su dati auto-riferiti, questa ricerca ha utilizzato accelerometri in vita per monitorare oggettivamente i livelli di attività fisica e i tempi di sedentarietà. I dati indicano che la popolazione studiata trascorre in media circa 10 ore al giorno in condizioni di sedentarietà e dedica solo 28 minuti ad attività fisica da moderata a vigorosa (MVPA). Attraverso modelli di stima, i ricercatori hanno calcolato che incrementare la MVPA di soli cinque minuti al giorno — un’intensità equivalente a una camminata di 5 km/h — potrebbe prevenire il 10% dei decessi complessivi, escludendo i soggetti già altamente attivi.
Particolarmente rilevanti per l’ambito della sanità pubblica sono i dati relativi ai soggetti più inattivi, ovvero il quintile inferiore della distribuzione che registra mediamente solo due minuti di attività giornaliera. In questo sottogruppo, l’aggiunta di cinque minuti di esercizio moderato è associata a una riduzione della mortalità del 6%. Parallelamente, lo studio ha valutato l’impatto della riduzione del comportamento sedentario, rilevando che la sostituzione di 30 minuti di inattività con attività anche leggera potrebbe prevenire il 7% delle morti totali nella popolazione generale.
Anche se la natura osservazionale dello studio impone una certa cautela nell’istituire un nesso di causalità diretta — data la possibile influenza di fattori genetici o di salute pregressa che condizionano la capacità di movimento — i risultati forniscono una solida base per la programmazione sanitaria.
Fonte
Ekelund U et al. Deaths potentially averted by small changes in physical activity and sedentary time: an individual participant data meta-analysis of prospective cohort studies with up to 135,046 men and women. Lancet, online 14 January 2026, doi: 10.1016/S0140-6736(25)02219-6.