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Autismo | Terapia farmacologica

Pubblicato venerdì 2 Ottobre 2015

Al momento non vi è alcuna terapia farmacologica specifica per i deficit socio-comunicativi degli ASD; gli psicofarmaci sono utilizzati per trattare i sintomi concomitanti di iperattività, irritabilità e aggressività, spesso in associazione con approcci comportamentali ed educativi. Vari studi suggeriscono che almeno il 50% delle persone con ASD assume psicofarmaci durante l’arco di vita, seppure siano ancora relativamente scarsi gli studi condotti con la metodologia di studio controllato randomizzato (RCT).

Uno studio di Mohiuddin e Ghaziuddin1 ha revisionato gli studi sull’uso di farmaci psicotropi in persone con ASD, esaminando gli studi clinici controllati condotti nel periodo 1990-2010. Su 105 studi identificati per la revisione, solo 24 sono stati condotti con una metodologia di studio controllato randomizzato. I farmaci che sono stati studiati rientrano principalmente nelle categorie degli antipsicotici (tipici e atipici), antidepressivi (in particolare gli SSRI, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e gli stimolanti (in particolare il metilfenidato), oltre agli stabilizzatori dell’umore. Gli studi hanno generalmente evidenziato l’efficacia, seppur con alcune limitazioni, dei farmaci psicotropi nel trattamento della sintomi/disturbi associati ad ASD, con la notevole eccezione dello studio con il citalopram. Gli autori sottolineano la necessità di studi sull’efficacia e la sicurezza a lungo termine.

McPheeters et al.2 hanno individuato undici studi RCT, condotti con bambini al di sotto dei 12 anni. Sette studi RCT riguardavano gli antipsicotici (quattro il risperidone, due l’aripiprazolo, e uno l’aloperidolo); tre i farmaci antidepressivi (due studi hanno esaminato l’uso di fluvoxamina, fluoxetina e clomipramina e uno il citalopram) e uno gli stimolanti (il metilfenidato).

I farmaci antipsicotici atipici (risperidone e aripiprazolo) sono risultati efficaci nel ridurre i comportamenti problematici e ripetitivi nei bambini con autismo.

I dati su SSRI e stimolanti sono ancora poco consistenti. Gli SSRI possono ridurre i comportamenti ripetitivi, la rigidità cognitivocomportamentale, i sintomi ossessivo-compulsivi, oltre che i disturbi d’ansia o depressivi in comorbilità, anche se i dati devono essere confermati da ulteriori ricerche.

L’effetto degli stimolanti (ad esempio metilfenidato) sui sintomi di un disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) in comorbilità con autismo richiede più studi, ma i dati nel complesso sono incoraggianti e l’uso di questi farmaci è raccomandato in varie linee-guida. Il metilfendato sembra essere efficace per l’iperattività, l’impulsività e l’inattenzione in comorbilità ad autismo3. Alcuni studi sembrano evidenziare l’efficacia dell’atomoxetina nel trattamento dell’ADHD in comorbilità4.

I dati su adolescenti e su adulti (13-30 anni) sono ancora insufficienti5. Gli antipsicotici atipici (in particolare il risperidone) sembrano però evidenziare, anche in questa fascia di età, una modesta efficacia nel trattamento dei problemi comportamentali; sono stati segnalati effetti avversi come sedazione e aumento di peso. Il rischio di effetti avversi, soprattutto a lungo termine, è oggetto di studi.

Vanno inoltre segnalati alcuni protocolli terapeutici che comprendono l’uso di psicofarmaci per disturbi associati all’autismo, come i disturbi del sonno6 e la catatonia7.

Infine, sono attualmente allo studio farmaci che hanno come obiettivo differenti sistemi neurotrasmettitori (ad esempio ossitocina, farmaci glutammergici, colinergici)8.

Nel loro insieme, dunque, i risultati suggeriscono che i farmaci psicotropi sono efficaci per alcuni sintomi/disturbi in comorbilità, in una porzione di pazienti con autismo. Diversi fattori sottolineano la necessità di un loro uso cauto. In primo luogo, i sintomi di autismo non sono solo difficili da misurare ma anche tendono a cambiare nel tempo; inoltre, essi sono spesso complicati da condizioni in comorbilità quali ritardo mentale, comportamento aggressivo, epilessia, ecc.

In secondo luogo, la maggior parte degli studi ha utilizzato campioni di dimensioni modeste o escluso pazienti con disturbi associati. In terzo luogo, relativamente poco si sa circa gli effetti collaterali a lungo termine di farmaci, come gli agenti antipsicotici atipici.

Molte persone con autismo seguono interventi biomedici della medicina complementare e alternativa (CAM); alcuni possono essere sufficientemente sicuri (melatonina, vitamine, acidi grassi omega-3), ma la loro efficacia non è stata dimostrata. Altre terapie, come la chelazione, la terapia iperbarica, la somministrazione endovenosa di immunoglobuline, i famaci antimicoti hanno tutti gravi problemi di sicurezza senza alcuna evidenza di benefici9-10.

Il trattamento con la secretina non ha evidenzato alcun effetto terapeutico11.

In sintesi, nonostante il loro uso diffuso, non esistono farmaci che siano specifici per i sintomi nucleari dell’autismo. In complesso i farmaci, se utilizzati all’interno di un progetto terapeutico complessivo, pur assicurando una risposta sintomatica modesta, possono migliorare sensibilmente l’efficacia degli interventi psicosociali e la qualità della vita.

Bibliografia

  1. Mohiuddin S, Ghaziuddin M (2013). Psychopharmacology of autism spectrum disorders: a selective review. Autism 17(6): 645-54.
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  3. Mahajan R, Bernal MP, Panzer R, et al. (2012) Clinical practice pathways for evaluation and medication choice for attention deficit/hyperactivity disorder symptoms in autism spectrum disorders. Pediatrics 130 (Suppl 2): S125-38.
  4. Harfterkamp M, van de Loo-Neus G, Minderaa RB, et al. (2012). A randomized double-blind study of atomoxetine versus placebo for attentiondeficit/ hyperactivity disorder symptoms in children with autism spectrum disorder. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry 51: 733-41.
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  10. Anagnostou E, Hansen R (2011). Medical treatment overview: traditional and novel psycho-pharmacological and complementary and alternative medications. Curr Opin Pediatr 2011; 23: 621-7.
  11. Krishnaswami S, McPheeters ML, Veenstra-Vanderweele JA (2011). Systematic review of secretin for children with autism spectrum disorders. Pediatrics 127: e1322-5.

Da: Valeri G, Vivanti G. (2015). I disturbi dello spettro autistico. In: Vicari S, Vitiello B, eds. Terapia integrata in psichiatria dell’età evolutiva. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore.

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